Perché la diatermia è realmente efficace nella terapia fisica?

La Diatermia o Tecarterapia (Tecar) è stata introdotta in Italia negli anni ’80, oramai è una tecnica affermata e consolidata. In oltre 30 anni di sviluppo si è riusciti ad aumentare enormemente l’efficacia, con macchine più efficienti e pensate per l’utilizzo specifico in Fisioterapia. Applicata nelle patologie osteoarticolari e muscoloscheletriche abbrevia i tempi di recupero riabilitativo e riduce il dolore. contettualmente, anche se il principio che sfrutta è noto dagli anni ’30, è molto innovativa, stimolando energia dall’interno dei tessuti, attivando processi riparativi e antiffiammatori attraverso uno strumento d’alta tecnologia. l’idea di trasferire energia a scopi terapeutici ai tessuti lesi è comune a molte terapie fisioterapiche che si fondano sull’irradiazione di energia. tuttavia, ciò che differenzia queste terapie dalla Tecar terapia è la modalitò di trasferimento energetico: irradiazione di energia dall’esterno nelle prime e generazione di energia endogena nella seconda, che si realizza attraverso il richiamo nell’area di trattamento di cariche elettriche presenti sotto forma di ioni nei tessuti. Grazie a questo principio, viene generata una fortissima stimolazione a livello cellulare, incrementando la temperatura interna e riattivando la circolazione. Innescando quindi, i naturali processi riparativi. Queste caratteristiche, che hanno dato risultati clinici estremamente soddisfacenti in traumatologia, hanno spinto la ricerca in altri settori quali, la flebolinfologia, l’oncologia, l’oftalmologia, le malattie bronchiali. Di queste prime rilevazioni cliniche diamo appunto conto in questo volume. La Tecar terapia sfrutta una forma di interazione elettromagnetica, che fa riferimento al modello fisico del condensatore: il contatto capacitivo e/o resistivo.

Alcuni case studies sull’efficacia delle macchine CIM

LESIONE PERCELLARE MUSCOLO RETTO DELL' ADDOME

Ragazza adolescente che svolge attività sportiva a livello agonistico. La lesione è stata trattata per tre settimane a giorni alterni, con sedute di 30 minuti cadauna, utilizzando il dispositivo alla frequenza di 1 MhZ , a media potenza, alternando l’elettrodo manuale resistivo e l’elettrodo manuale capacitivo.
Di seguito si riportano le indagini effettuate ed i relativi referti.

Data esame ecografico 23/07/2009

Controllo ecografico 27/08/2009

TRAUMA CONTUSIVO

Le ecografie rappresentano la situazione al momento del trauma e dopo quatto sedute di CIM con la placca attiva automatica. Le sedute, con frequenza bisettimanale per una durata di 30 minuti ciascuna, sono state effettuate solo ed esclusivamente con gli elettrodi capacitivi automatici con frequenza di 1 MhZ. MODALITA’OPERATIVA: Placca attiva sulla sede di lesione, placca neutra in opposizione, potenza 25% della disponibilità. Temperatura percepita dal paziente: tepore gradevole durante tutta la seduta.

TRATTAMENTO DI UN' ERNIA DEL DISCO

La risonanza evidenzia il risultato ottenuto dopo un mese di trattamenti, per un totale di dodici sedute, effettuate con protocolli di lavoro che utilizzano sia le placche automatiche capacitive che l’elettrodo resisitvo, ad una frequenza di 1 MhZ.

LESIONE MUSCOLARE DISTRATTIVA DI 2° GRADO

Paziente maschio, con lesione distrattiva muscolare, sottoposto a sei trattamenti con CIM utilizzando la placca automatica capacitiva. Le sedute, sei in totale, con frequenza bisettimanale, per una durata di 30 minuti ciascuna, sono state effettuate solo ed esclusivamente con gli elettrodi capacitivi automatici con frequenza di 1 MhZ. MODALITA’OPERATIVA: Placca attiva sulla sede di lesione, placca neutra in opposizione, potenza 25% della disponibilità. Temperatura percepita dal paziente: tepore gradevole durante tutta la seduta.
Di seguito le ecografie ed i relativi referti.

LESIONE GEMELLO MEDIALE

Il paziente effettua un primo controllo ecografico nel 2003; negli anni persiste il dolore e limitazione funzionale; solo nel 2007 si rivolge ad un nostro centro per effettuare un ciclo di cure con CIM.
Le sedute, otto in totale a giorni alterni per una durata di 30 minuti ciascuna, sono state effettuate solo ed esclusivamente con gli elettrodi capacitivi automatici con frequenza di 1 MhZ. MODALITA’OPERATIVA: Placca attiva sulla sede di lesione,placca neutra in opposizione, potenza 25% della disponibilità. Temperatura percepita dal paziente: tepore gradevole durante tutta la seduta.
Nel 2007 il paziente ripete esame ecografico presso il medesimo studio in cui eseguì la prima indagine. Il referto cita: “……..L’indagine non dimostra la persistenza di elementi lesionali strutturati, anche in forma fibro-cicatriziale, o calcifica, a carico della regione citata…….” Il paziente, al termine del ciclo di trattamenti, non presenta alcun dolore ed ha recuperato totalmente la funzionalità dell’arto.

CONTUSIONE ANTALGICA CAVIGLIA DESTRA

Di seguito riportiamo integralmente copia dei riferti degli esami RMN per una contusione antalgica, riferiti ad una paziente di 15 anni, che svolge regolarmente attività sportiva per agonismo.
Il protocollo di trattamento eseguito bisettimanalmente, è stato realizzato con trattamento manuale resistivo per 15 minuti a seguire trattamento manuale capacitivo per ulteriori 15 minuti nella sede del trauma, a bassa potenza e ad una frequenza di 1 MhZ.