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evidenze d’uso e ricerche correlate sull’utilizzo delle nostre macchine in medicina estetica.

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Gli studi e le evidenze delle applicazioni dei nostri macchinari dedicati agli amici più fedeli.

Che cos’è la Diatermia?

Nonostante le diverse terminologie utilizzate in differenti libri di testo, già dai primi del ‘900 circa i concetti di Diatermia, Ipertermia e Termoterapia Endogena, appare chiaro che, in ogni caso, trattiamo di campi elettromagnetici di frequenza elevata, applicati ai tessuti dell’organismo, con l’obiettivo di incrementarne la temperatura interna e di conseguenza indurre i diversi effetti terapeutici.
Nel caso specifico di CIM, si tratta di un’apparecchiatura che genera una corrente alternata con frequenze variabili  da 0,8 MHz a 1,2 MhZ e da un circuito di applicazione che include una coppia di elettrodi destinati a permettere l’utilizzo di detta tensione alternata al corpo del paziente, che diventa parte del circuito elettrico.
Gli elettrodi possono essere di differenti tipi: elettrodi metallici, dove il metallo è direttamente a contatto con il corpo (meccanismo per accoppiamento diretto); elettrodi metallici isolati, che si applicano al corpo, dove però il metallo, grazie all’isolante, rimane non a contatto diretto (accoppiamento capacitivo). Gli elettrodi isolati si differenziano per forma e superficie e possono essere utilizzati sia per mano dell’operatore che per posizionamento automatico (elettrodi a placca).

In ogni caso, sia con gli elettrodi metallici che con quelli isolati, nel corpo si producono fenomeni fisici basati sull’”effetto condensatore”.

Come funziona il condensatore?

Quando tra le armature di un condensatore si applica una corrente alterna, ciascun punto del dielettrico tra le due armature, acquisisce una tensione alternata e variabile in modo che  ciascuna molecola compresa nello spazio tra le due armature, si polarizza formando un dipolo e si orienta seguendo la tensione applicata. Il cambio di orientamento dei  dipoli con la tensione alterna, è il motivo che permette il passaggio di corrente attraverso il condensatore.

A questo proposito si sfrutta lo spostamento elettrolitico di un conduttore di secondo tipo: il corpo umano. Sono conduttori di seconda specie quelli in cui il trasporto di corrente avviene per spostamento fisico di ioni attraverso un liquido. Abbiamo quindi un passaggio di corrente a doppio senso, legato al movimento fisico degli ioni,  più lento di quello che si verifica nei conduttori di prima specie.

L’intensità di corrente che attraversa il condensatore viene perciò chiamata corrente di spostamento.

Nel caso specifico, si può dire che un condensatore (CIM) viene applicato all’organismo, il quale sostanzialmente è formato da una serie di condensatori interni; l’esempio più semplice di condensatore è la cellula stessa, unità vivente del corpo umano, che è costituita da una membrana fosfolipidica (isolante) e da un interno conduttivo (citoplasma) ricco di liquidi ed elettroliti.

Perché la diatermia è efficace?

Da più di 100 anni sono stati verificati i vantaggi e l’innocuità dell correnti ad alta frequenza applicata al corpo umano. Il fisico-fisiologo Arséne D’Arsonval scoprì nel 1892, che la pericolosità di una corrente elettrica che attraversa il corpo umano diminusce all’aumentare della frequenza. Già a frequenze fkHz, tali correnti producaono una sensazione di calore senza essere accompagnata dalla contrazione muscolare che si manifesta invece a frequenze più basse. Il riscaldamento dei tessuti mediante correnti elettriche ad alta frequenza presenta il vantaggio, di una maggiore penetrazione del fenomeno nel tessuto stesso, quindi una maggior efficacia del trattamento. E’ proprio dalla conversione di tale corrente in calore che deriva appunto il termine diatermia (dia = attraverso, therme = calore).
Dagli anni ’30 la diatermia diviene una metodica standard in terapia fisica ed in molti ambiti della medicina e chirugia. A partire dagli anni ’80 si assiste ad un ulteriore incremento della proposta di apparecchiature “Diatermia Capacitiva e Resistiva” con notevole soddisfazione clinica sia per gli opeartori che per il paziente.
In particolare lo studio dell’effetto condensatore ha rivelato potenzialità completamente nuove rispetto ai metodi precedenti.
Il meccanismo per generare calore, in questo caso è assolutamente differente poiché si riesce ad innalzare la temperatura interna senza utilizzare fonti di calore esogeno.
La corrente continua ha la particolarità di innescare effetti collaterali negativi quali l’aumento della temperatura e l’elettrolisi, che possono danneggiare i tessuti.
Invece la corrente alternata a bassa frequenza non provoca elettrolisi ma interferisce con le stimolazioni nervose periferiche.
La corrente alternata ad alta frequenza, risulta adeguata per il riscaldamento, non ha azione eccitomotoria. Si può definire l’alta frequenza, dal punto di vista medico, un procedimento di termoterapia per conversione d’energia elettrica che utilizza correnti alternate di frequenza molto elevate.
Le correnti ad alta frequenza sono oscillazioni elettriche nelle quali la variazione di tensione, in funzione del tempo, è sinusoidale. Si generano grazie a circuiti oscillanti di differenti tipi. A noi interessa il campo elettrostatico, nel quale il paziente corrisponde al dielettrico interposto tra due placche o elettrodi di varia forma o materiale.

Che effetti producono le nostre macchine?

L’equilibrio elettrico (differenza di potenziale di membrana) delle cellule ed il fisiologico movimento molecolare che caratterizza la matrice, sono le premesse per la salute dell’organismo. L’applicazione dell’effetto condensatore ai tessuti, crea una corrente di spostamento di cariche nel rapporto tra le cellule ed il loro microambiente, dove la vita nasce e si distrugge. L’oscillazione che viene ricreata con le correnti di spostamento, esercita i suoi effetti benefici su tutte le componenti alterate del tessuto. Sul piano soggettivo, come vedremo in seguito, tale effetto può venire percepito dal paziente come incremento termico endogeno.

L’incremento endogeno della temperatura mai genera effetti collaterali. Con l’effetto condensatore non si applicano correnti stimolanti esterne, come per esempio negli elettrostimolatori, bensì si mettono in condizione le correnti interne del corpo umano, di riprendere la loro fisiologica capacità (moti Browniani). E’ attraverso questo movimento continuo di cariche elettriche che le informazioni passano attraverso la matrice e raggiungono i recettori cellulari.
L’ attività biologica si estrinseca attraverso due modalità:
1) L’effetto energetico: cessione di energia al tssuto biologico intra ed extra cellulare con trasformazione dell’ADP in ATP
2) L’effetto termico, determinato dall’urto degli ioni fra loro, con conseguente iperemia locale che determina un incremento del flusso sanguigno con aumento della richiesta di ossigeno e di nutrienti.
Nella maggior parte delle patologie trattate è indispensabile, affinché l’incremento di temperatura per via diretta e riflessa, apporto di ossigeno e nutrimento ai tessuti sofferenti. Si ha quindi un effetto termico che varia in relazione alla superficie dell’elettrodo attivo utilizzato e del tessuto trattato. Oltre all’effetto di biostimolazione, si assiste ad un incremento locale e riflesso della circolazione arteriosa e ad un’importante azione di drenaggio venoso e linfatico.
Alle sollecitazioni meccaniche, di qualunque natura esse siano, la sostanza fondamentale reagisce assorbendo energia e trasformandosi in un sistema viscoelastico. Quando termina la sollecitazione esterna, la distorsione meccanica che essa ha determinato tende a tornare alle condizioni primitive solo in parte immediatamente. La porzione residua della modificazione determinata viene smaltita molto più lentamente dando luogo ad un ciclo, detto ciclo di isteresi e raffigurabile con un tracciato, la cui area rappresenta la deformabilità della matrice stessa. La corrente indotta dalle nostre macchine causa una notevole variazione del ciclo d’isteresi della matrice. L’apparecchiatura provoca ionizzazione e gli atomi che si liberano, scivolando gli uni sugli altri, si trasmettono reciprocamente il movimento, determinando una serie di onde acustiche (fononi). Una parte dell’energia necessaria per lo spostamento viene trasformata in energia vibratoria e quindi in calore. E’ esattamente il calore che si sviluppa endotermicamente che il paziente avverte quando si usano potenze medie ed alte.    La radiofrequenza fornita dalle nostre macchine, è in grado di indurre una polarizzazione elettrochimica dei tessuti.
Non ultimo per importanza, l’effetto veicolante che le nostre macchine sono in grado di provocare qualora si utilizzino molecole chimiche di peso molecolare inferiore ai 40.000 Dalton su base idrosolubile.
In conclusione, da quanto finora esposto, appare evidente che il trattamento con DVET, lavorando sul tessuto basico aspecifico, costituisce una metodica con varie indicazioni cliniche.
L’effetto biologico si traduce in:

  • Miglioramento dell’afflusso arterioso con incremento dell’apporto di sostanze nutritizie ed ossigeno
  • Miglioramento del deflusso venoso linfatico con più efficiente espulsione di tossine e cataboliti
  • Miglioramento dell’equilibrio di membrana di tutte le cellule presenti nell’area trattata (adipociti, fibroblasti, ecc.)
  • Aumento del metabolismo per i fattori suddetti e per l’incremento interno della temperatura (legge di Van’thoff)
  • Potenziamento e sinergia con principi attivi che si vogliano veicolare nel derma e nell’ipoderma

 Ciò premesso, le nostre macchine rappresentano, a tutt’oggi, la strumentazione più completa ed innocua per il ripristino dell’anarchia tissutale.